venerdì 5 novembre 2010

LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI IN GUERRA







Alessio O. scrive:

"Il 4 novembre io e la mia classe, insieme ad altre classi delle primarie e delle secondarie, siamo andati in piazza Martiri per partecipare alla Commemorazione dei Caduti.
Mentre andavamo, io ho notato che tutti i negozi avevano le vetrine addobbate con delle bandiere o dei palloncini con i colori dell'Italia.
In piazza Matteotti c'erano gli alunni del "Silvio Pellico" che tenevano in mano una bandiera gigante, delle corone con delle foglie di alloro, fiori bianchi e rossi.
Accompagnati dalla banda musicale siamo arrivati in piazza Martiri dove c'erano il sindaco, le forze dell'ordine e il parroco.
Ci siamo riuniti davanti al monumento dei Caduti dove un signore ha ricordato tutti i nomi dei caduti in guerra. Ad ogni nome noi dovevamo rispondere "Presente!". Dopo siamo stati tutti in silenzio per un minuto e noi bambini e ragazzi abbiamo recitato delle poesie. Poi tutti insieme abbiamo cantato "L'inno nazionale" di Mameli e l'inno della Brigata Sassari, mentre sventalavamo le bandierine tricolori preparate a scuola."

17 commenti:

Anonimo ha detto...

tutti ci siamo divertititi un mondotranne me perchè a stare in piedi con tutto quel sole era un mistero,ma non solo per quello.Io mi aspettavo soprattutto che ci fosse più gente.Però tutto l'altro mi è piaciuto.bacioni a tutti=)

emanuela ha detto...

Tutti ci siamo divertititi un mondotranne me perchè a stare in piedi con tutto quel sole era un mistero,ma non solo per quello.Io mi aspettavo soprattutto che ci fosse più gente.Però tutto l'altro mi è piaciuto.bacioni a tutti=)

claudia ha detto...

A me è piaciuta molto questa commerazione,perché mi sentivo coinvolta in tutto.
Ad un certo punto stavo piangiendo ma per non farmi vedere dagli altri guardavo giù.
Sperò di partecipare altre volte.
E stata anche un'esperienza da cittadini e da bravi bambini educati.Se ci penso ancora credo che piangerò un'altra volta.

jennifer ha detto...

A me è piaciuta questa manifestazione perchè è stato molto importante e commovente sentire i nomi dei Caduti in guerra.
Era bellissimo il corteo e quelle che mi sono piaciute di più sono le bandiere tricolore.

pikkola luna ha detto...

A me è piaciuta molto la cerimonia soprattutto quando ha suonato la banda.
Io ho recitato una poesia bellissima, ma stavo per piangere, infatti ero molto commossa.
Mi è piaciuta molto quando un signore ha detto i nomi dei caduti:anche questo è stato emozionante.

carlo ha detto...

A me è piaciuta la "Commemorazione" perchè tutti i negozi erano addobbati con i simboli del tricolore e si è ricordato un momento triste.Mi è piacciuto anche il discorso del sindaco che parlava delle persone morte.
Anche un altra cosa mi ha colpito:il ricordo delle persone cadute per portare la pace.

sara ha detto...

A me la commemrazione è piaciuta molto perchè con le canzoni e le poesie abbiamo ricordato ai cittadini quelle persone che sono andate in guerra e sono morte per salvarci dai nemici.

alessia ha detto...

Questa esperienza è stata bellissima perchè abbiamo ricordatole persone morte per noi.
Ilmomento che mi è piaciuto di più è stato quando abbiamo cantato tutti insieme.
Mi piacerebbe ripetere un 'esperienza così bella anche l'anno prossimo.

pikkola luna ha detto...

ce la fai rifare l'anno prossimo in 5??? maestra ti pregoooo :(

Maestra Marina ha detto...

Ti riferisci alla poesia o alla commemorazione, rosy...?

pikkola luna ha detto...

alla commemorazione

alessio ha detto...

La parte che mi è piaciuta di più è quando abbiamo cantato "Dimonius" l'inno della Brigata Sassari.

emanuela ha detto...

ciao a tutti anche alle maestre:-)
baci baci

Maestra Marina ha detto...

Ciao Emanuela:-) kissss

Buona domenica a te e alla tua famiglia.

mikmakmossa ha detto...

ciiiiaaaaaoooooooooooooo maestra sono miki lo sai che io e matteo abbiamo creato un blog

Paolo Casti ha detto...

Marina, permettimi

Forse non tutti sanno che…

Di Paolo Casti

Il “Monumento ai caduti”, inaugurato nel 1922 per commemorare i soldati di Serramanna caduti nella 1° Guerra Mondiale del 1915-18, è una colonna dorica di calcare dolomitico di Gonnesa, opera di Giuseppe Maria Sartorio.
È molto probabile che la maggior parte dei serramannesi, non sapesse di chi fosse l’opera, ma ancor più probabile è che neppure sentendone il nome si rendano conto del suo pregevole fascino e valore artistico; ovviamente la colpa non è loro, ma forse di chi sapeva, o perlomeno avrebbe dovuto sapere e di conseguenza valorizzarla, data la sua notevole importanza artistica.
Lo scultore Giuseppe Maria Sartorio, nacque nel 1854 a Boccioleto Valsesia (Vercelli), da una famiglia benestante; soprattutto da parte della madre, discendente di una famiglia di ricchi commercianti in pietre preziose e sete già nel 1600, mentre il padre Mattia era un grosso possidente terriero, produttore e commerciante vitivinicolo di successo.
Frequentò la scuola di intaglio di Varallo (VC) sotto la guida dello scultore Giuseppe Antonini, e proseguì gli studi presso l’Accademia Albertina di Torino avendo come maestro Odoardo Tabacchi. Si trasferì poi a Roma per frequentare l’Accademia di San Luca, dove si aggiudicò il primo degli undici concorsi vinti, consistente nell’esecuzione di una importante edicola funeraria per la famiglia Onnis-Devoto nel Cimitero di Bonaria a Cagliari. Nel 1897 acquistò 2.000 mq. di terreno in via Tiburtina a Roma e vi costruì un elegante palazzina dove allestì lo studio nel piano terreno, destinando il piano superiore a dimora della sua famiglia. La casa ha una curiosità, una finestra alla quale sono affacciati i componenti di una famiglia, padre madre ed una figlia, e il padre è raffigurato con la berritta sarda. Nel 1884, appena trentenne, ma già conosciuto in Piemonte, venne incaricato di eseguire il monumento a Quintino Sella ad Iglesias.
In seguito alla notorietà conseguita in terra sarda, per far fronte alla numerose richieste, soprattutto di monumenti funebri, aprì due laboratori, uno a Cagliari in Viale Bonaria ed uno a Sassari in Corso Regina Margherita di Savoia, con numerosi allievi al seguito.
Non si limitò alla realizzazione dei soli monumenti funerari, ma anche opere per le chiese, come le statue dei Santi Pietro e Paolo a Cuglieri, il monumento ai Caduti per l’Indipendenza italiana a Cagliari, quello a Vittorio Emanuele II° in piazza Italia a Sassari, le tre grandi sculture di benefattori locali nella chiesa parrocchiale di Ittireddu, ed altri innumerevoli sparsi per tutta la Sardegna.
Tragica e misteriosa fu la sua morte, avvenuta nella notte fra il 19 ed il 20 settembre 1922 durante la traversata sul piroscafo “Tocra” da Olbia a Civitavecchia. Non fu mai trovato il suo cadavere, e non si è mai saputo se si sia trattato di suicidio o omicidio a scopo di rapina o di caduta accidentale in mare.
Ben 65 monumenti nel Cimitero di Iglesias portano la firma di Giuseppe Sartorio, ed almeno altri cinque, anche se non firmati, sono attribuibili alla sua bottega.
A Cagliari, presso il Cimitero Monumentale di Bonaria son numerose le sue opere, che da sole hanno contribuito a renderlo celebre in tutta Italia; ricordiamo tra le più belle la tomba di Francesca Warzee, la capella della famiglia Onnis-Devoto, la tomba dell’Avv. Giuseppe Todde, di Maria Ugo Ortu, il monumento al banchiere parigino Camille Victor Fevrier, la cappella Birocchi-Berola, la cappella Nurchis che ospita il monumento dedicato a Jenny Nurchis, la lapide di Giulia Zucca Licheni, quella dei coniugi Giorgio ed Efisia Brinetti, dei coniugi Gaetano e Anna Maria Medda Gianoglio, la lapide di Ettore Vassallo, senza scordare la Cappella della famiglia Chapelle, etc. Inoltre, all'interno del palazzo Regio di Cagliari, è collocato, presso la sala del Consiglio Provinciale il busto marmoreo di Umberto I , scolpito intorno al 1886.

Maestra Marina ha detto...

Che dire di questo tuo intervento, Paolo...?
E' un bellissimo regalo... lo considererò il tuo regalo di Natale... che mi lasci qui nel blog! :-)
Mi sarà di grande aiuto, insieme alle informazioni contenute nel tuo libro, per le ricerche che sto facendo con i ragazzi sulle origini di Serramanna.