Informativa sui cookie

venerdì 4 marzo 2011

PICCOLI REPORTERS A SERRAMANNA






Entusiasti per la precedente visita ad una casa campidanese, gli alunni hanno voluto vederne un'altra e da piccoli reporters hanno intervistato la proprietaria. Ecco il loro articolo giornalistico:

Il 28 Febbraio la 4^ C è andata a visitare una casa campidanese del centro storico di Serramanna. Strada facendo, i ragazzi si sono soffermati ad osservare le varie case campidanesi. Molte persone non lo sanno, ma Serramanna è uno dei paesi più ricchi di case campidanesi della Sardegna.
Le case campidanesi sono degli edifici privati costruiti con dei mattoni crudi, chiamati in sardo
"ladiri". In passato e, in certi casi, ancora oggi queste particolari costruzioni erano abitate da agricoltori. Sono caratterizzate da un grande portale che può essere ad arco "a tutto sesto", oppure quadrato, esagonale, ad arco schiacciato. Nella chiave di volta si vede spesso inciso lo stemma della famiglia, le iniziali dei padroni di casa o l'anno di costruzione dell'edificio. Attraverso il portale si entra nel cortile che ha il suolo con dei ciottoli conficcati. Nel cortile c'erano gli animali da lavoro e d'allevamento, gli attrezzi agricoli, un pozzo, vari loggiati per riparare gli animali e la legna, "su magazinu de su binu" (il magazzino per conservare le botti di vino fatto in casa). Inoltre, c'era su "laccu" (ossia un contenitore in pietra, rettangolare, rotondo oppure ovale) che serviva a far bere gli animali.
Per saperne di più la 4^ C ha intervistato signora Irene, proprietaria di una casa campidanese.

D : In che anno è stata costruita la casa?

R: Nel 1912. Ha 99 anni.
D: Con quali materiali è stata costruita?
R: Con mattoni di "ladiri", finestre e porte in legno. Tra il piano terra e il piano superiore c'è un soffitto di tavole che nel piano superiore è ricoperto da pianelle.
D: Da quante stanze è costituita la casa?
R: Da tre camere da letto: due per i padroni di casa e una per la servitù; dal salotto, "s'apposentu mannu" (la sala da pranzo), la cucina, "sa domu de sa scala" (il disimpegno), "sa domu de su forru" (dove c'era il forno: infatti, si faceva il pane in casa una volta alla settimana), "su magazinu" (in cui si conservavano i cereali e i legumi al riparo dagli animali e dall'umidità).
D: Questa casa è sempre stata così?
R: Tutto sommato sì. Abbiamo modificato solo la stanza chiamata "sa domu de su forru": l'abbiamo rimpicciolita e abbiamo tolto il forno. Inoltre, abbiamo sostituito le pianelle al piano terra perchè saliva l'umidità dal terreno.
D: Chi erano i primi proprietari? Che lavoro svolgevano?
R: I primi proprietari erano i miei genitori. Mio padre era agricoltore e mia madre si occupava della casa.
D: Che cosa producevate?
R: Producevamo cereali, olive, legumi e uva per fare il vino.
D: Da quante persone era abitata questa casa?
R: Da sette persone: cinque figli e due genitori. A volte c'erano anche aiutanti per il lavoro nei campi e la servitù.
D: C'era il pozzo in passato?
R: Sì, il pozzo c'era. Venne costruito a mano perchè le macchine non esistevano. Purtroppo l'acqua non era potabile.
D: E come facevate per l'acqua potabile?
R: Si andava a prenderla alla fontana pubblica.
D: Avevate animali in casa? Quali? Erano animali da compagnia o da lavoro?
R: Sì, avevamo degli animali: cavalli, buoi, galline, pecore... ed erano tutti animali da lavoro e da allevamento per la carne e per le uova.
D: Quindi eravate benestanti?
R: Sì, eravamo benestanti.

4 commenti:

m. elisa ha detto...

complimenti ..molto interessante l'intervista e le foto...
un caro saluto

valeria ha detto...

Ciao a tutti, sono Valeria!!!!!!!
Noi abbiamo scritto una lettera a signora Irene con dei fiori; anche lei ci ha scritto una lettera e l'abbiamo appesa al muro.
Ciaoooooooooooooooooooooooooooooo!!

valeria ha detto...

Ciao a tutti, sono Valeria!!!!!
Noi la 4°C abbiamo scritto una lettera a signora Irene con dei fiori; anche lei ci ha mandato una lettera e l' abbiamo appesa al muro. Ciaooooooooooooooooooooooo!!

Maestra Marina ha detto...

Ciao Vale :-)