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giovedì 25 febbraio 2016

Storia di un lucumone etrusco



Durante questo anno scolastico abbiamo affrontato lo studio del racconto storico come tipologia testuale e, tra le altre attività, abbiamo portato avanti un laboratorio sugli Etruschi in modalità “Cooperative learning”. Traendo spunto da uno schema che l’insegnante Paola Viale ha reso disponibile in questo link, abbiamo creato dei brevi racconti dal titolo “Storia di un lucumone etrusco”.
"La  civiltà etrusca iniziò a svilupparsi nell' 800 a.C.
In Etruria, le pianure costiere erano molto paludose ma gli Etruschi riuscirono a bonificare la zona così  da coltivare ulivi, avena, viti, grano e legumi. Gli Etruschi praticavano anche l' allevamento.
In  Etruria c' era il legname che era molto pregiato e si trovava nelle colline con tanti boschi, da cui ricavavano molto legname.
Iniziarono a svilupparsi le prime città-stato indipendenti formate da un lucumone, commercianti e cittadini.
Le città generalmente erano costruite in cima alle colline da cui i soldati etruschi potevano
avvistare i nemici, oppure in riva ai fiumi perché c'era acqua dolce da utilizzare per le loro esigenze quotidiane o anche in riva al mare per il commercio marittimo . 
Le città più importanti erano: Populonia, Tarquinia,Volterra, Arezzo e Cortona.
Ad Arezzo governava un lucumone chiamato Leonardo II che veniva scelto tra i ricchi proprietari
terrieri; egli faceva il sacerdote e il comandante dell'esercito.
Leonardo II credeva nelle religioni: infatti praticava l'arte della divinazione e, visto che svolgeva anche dei riti religiosi, i cittadini si affidavano a lui per sapere il loro futuro.
Nel 300 a.C. Leonardo II si ammalò di una malattia molto rara e 30 giorni dopo morì.
Il giorno dopo venne svolto il suo funerale e il suo corpo venne messo nel Colombario."
(Matteo, Riccardo C., Mauro, Riccardo Z.)

"Il lucumone etrusco Cesare, non faceva solo il lucumone ma faceva anche il sacerdote, comandava  l'esercito e  gli schiavi. Gli etruschi erano bravi artigiani e per questo facevano vasi stupendi. Un giorno Cesare ebbe un figlio con sua moglie Atea. Cesare convocò i migliori insegnanti dell'Etruria per dare un'istruzione a suo figlio. Ogni giorno per quattro ore veniva da loro un diverso insegnante per dare al ragazzo una diversa istruzione. Un giorno il lucumone e sua moglie si svegliarono e non trovarono il ragazzo. Il lucumone pensò subito agli anarchici che erano contro di lui e allora Cesare mandò subito tutti i guerrieri che aveva ai monti del Nord, dove si nascondevano gli anarchici.
I guerrieri ispezionarono le montagne per tre giorni e tre notti ma non trovarono niente e nessuno, quindi Cesare decise di espandere le ricerche fino alle foreste dell'Est: lì trovarono gli anarchici e li condannarono a morte; infine riportarono a casa sua il ragazzo.
Lui fu felice di rivedere il padre e vissero di nuovo insieme felici."
(Edoardo, Fabio Par., Fabio M.)

"Nella città di Tarquinia che si trovava in Etruria regnava un lucumone di nome Tarquinio Prisco. Le entrate della città di Tarquinia erano costruite con l' arco a volta, un'invenzione architettonica degli Etruschi. Tarquinia faceva parte di una dodecapoli , cioè un insieme di 12 città o lega etrusca.
Un giorno Tarquinio dichiarò guerra ai vulcesi. Durante la notte un soldato vulcese rapì la moglie di Tarquinio e la mise nella prigione di Vulci. Il giorno dopo Tarquinio si accorse che la moglie era scomparsa e  pensò che l' avessero presa i vulcesi durante la notte. Tarquinio mandò un soldato a vedere di nascosto se la moglie era nelle prigioni di Vulci. Come il soldato tornò, disse a Tarquinio che la moglie era a Vulci. Allora il lucumone fece un piano di guerra e organizzò un' imboscata. I soldati attirarono i vulcesi fuori dalle mura con un forziere pieno di ferro dipinto di color oro. I vulcesi uscirono a prendere il forziere e così i soldati potevano bloccarli fuori dalle mura. Tarquinio entrò nella città ormai vuota, liberò sua moglie e mise a fuoco la città mentre altri soldati prendevano le ricchezze del paese. I cittadini sopravvissuti si unirono alla città di Veio, una delle dodecapoli  molto importante e diventarono artigiani, pescatori e commercianti.
Qualche giorno dopo il ritorno della moglie, al suo ritorno a casa, Tarquinio trovò tutte le finestre e le porte chiuse: la casa era completamente al buio. Vagando al buio Tarquinio sentì un solletico e poi .....un coltello gli trafisse il cuore e morì . Venne assassinato dal re vulcese sopravvissuto alla distruzione della sua città."
(Fabio S., Lorenzo Pir., Lorenzo Pill. e Michele)

"Il lucumone Achelleo III prima di diventare lucumone di Arezzo era il primogenito di una nobile famiglia.
Un giorno dei soldati lo rapirono e lo portarono in una cantina perchè stava scoppiando una guerra tra Arezzo e la città di Cortona. Rimasero dentro la cantina per due mesi. Finita la guerra, uscirono dalla cantina e videro la loro città distrutta e i corpi degli schiavi per terra.
Dopo 9 anni tutta la città di Arezzo era stata ricostruita. Achelleo III aveva compiuto 19 anni e fu nominato Lucumone d' Arezzo. Cinque anni dopo la sua nomina a lucumone, la pace era ritornata tra le città di Cortona e di Arezzo. Achelleo credeva che il compito di un lucumone fosse facile ma subito dopo la sua nomina un nobile gli elencò tutti i compiti che un lucumone doveva svolgere, tra cui: comandare l' esercito, portare avanti i riti religiosi come sacerdote e, ovviamente, doveva amministrare la città. Per festeggiare la sua nomina i nobili etruschi organizzarono per il lucumone e la sua famiglia un banchetto composto dai seguenti alimenti: uova, carne arrostita di volatili vari, zuppe di verdure, pesci d' acqua dolce o di mare, molluschi, dolci, frutta, formaggi e miele. Il lucumone fece un brindisi alla città di Arezzo ma, dopo aver bevuto un sorso di vino, soffocò e morì perchè nel vino c'era veleno. Ancora oggi non si sa chi aveva messo il veleno ma sappiamo che anticamente i sovrani venivano uccisi da qualche cortigiano che lo tradiva.
In suo onore i cittadini di Arezzo costruirono un arco a volta che nella sua chiave di volta aveva ritratta la faccia del lucumone.
P.S.: Achelleo ha lasciato a noi questo messaggio ."
(Simone, Davide P., William e Fabio  Pill.)
  
"Buongiorno, sono un lucumone etrusco e mi chiamo Tarquinio. Regno nella città-stato di Tarquinia.
Un giorno i Camuni ci hanno attaccato, i loro soldati sono molto forti e sono riusciti ad uccidere il mio schiavo preferito; allora ho deciso di vendicarmi e ho mandato i miei soldati più forti a combattere contro di loro e sono riuscito a vincere. Sono rimasto molto felice anche se non ho più lo schiavo perfetto. Però anche gli altri schiavi sono molto gentili e lavorano sempre senza mai fermarsi.
Noi Etruschi siamo molto bravi nell' artigianato e per questo che tutti i popoli vogliono conquistarci. Ma non  siamo famosi solo per l’artigianato, ma anche per le nostre risorse d’acqua.
Noi siamo politeisti e crediamo in molte divinità. Crediamo pure nei demoni che disturbano gli dei nell'aldilà.
Per seppellire i morti usiamo le necropoli che sono delle tombe -abitazioni . Noi decoriamo le pareti delle tombe con dei dipinti (affreschi) che rappresentano scene di vita vita quotidiana. Per farvi  un esempio, potete ammirare La tomba dei leopardi .
Per concludere siamo un popolo italico molto forte e mi piace governare la città di Tarquinia."
(Fabio Pitz.,Fabio E., Davide M. e Nicola)

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Come mangiavano gli Etruschi? Ecco "La tavola etrusca", un video interessante su Youtube.




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